Get Adobe Flash player
 
LA POETESSA DEL MARE
 

Gli scritti passionali di Vivetta Valacca fra miti omerici e intime verità umane

Testi forti che raccontano emozioni scandite come le onde del Mediterraneoo, protagonista indiscusso nell'intreccio con i personaggi dell'Iliade e dell'Odissea. Con 'Il mare dai mille occhi', 'Lo specchio del mondo' e 'La danza delle onde', l'autrice si riconferma in tutta la sua eleganza e profondità di Deborah Bonetti

  Testo molto piccolo   Testo piccolo   Testo normale   Testo grande   Testo molto grande

Rapallo, 11 agosto 2009 - Estate, la stagione del mare. La stagione forse ideale per parlare di una poetessa che proprio dal mare trae la principale fonte d’ispirazione, la propria forza vitale e che sta spopolando nelle librerie grazie ad un silenzioso ma efficace passaparola. Si tratta di Vivetta Valacca che, con la sua trilogia poetica dai meravigliosi titoli marini – Il Mare dai Mille Occhi; Lo Specchio del Mondo; La Danza delle Onde - ispirata alle opere di Omero, si conferma un'autrice contemporanea di grandissima eleganza e profondità, capace di ricantare i miti di Omero rendendoli attuali e al contempo espressione eterna delle nostre più intime verità.

I suoi sono testi molto forti, passionali, scritti al confine tra poesia e prosa e scanditi dal ritmo delle emozioni quanto da quello delle onde, che accelerano o rallentano la cadenza, cambiando la musicalità di ogni poema. I suoi apprezzatissimi libri, editi da Campanotto (8 euro cad.), prendono spunto da personaggi e azioni tratte dai “testi universali" di Omero, ovvero l’Iliade e l’Odissea, per approfondire i temi più esistenziali e profondi della vita, come l’amore, il dolore, il senso di colpa, il lutto.

Nel primo libro, Il Mare dai Mille Occhi, giunto alla seconda edizione, è Penelope a narrare ad Omero la vita di Ulisse, dopo il suo ritorno ad Itaca. Angelo Tonelli, poeta, studioso e filosofo, nell’introduzione al volume scrive: 'Il mare – che reitera la sua presenza come vero e proprio ipnotico e psicagogico leit motiv e refrain dell’opera – è bellezza e libertà, ed è memoria-coscienza del mondo, perchè vede tutto, con i suoi 'mille occhi' ". Un mare cangiante che la stessa autrice ammette, nella postfazione, essere un personaggio chiave dell’opera, "alla pari con Ulisse". Il refrain cambia in continuazione, ma il ritmo rimane lo stesso, magnetico e seducente: “E il mare occhi-d’argento danzava calmo,/calmo”.

Lo stesso refrain poi prosegue nel secondo libro, forse il più forte e commovente della trilogia: Lo Specchio del Mondo. In questo, il mare piange lieve e mormora il suo canto, davanti allo strazio di Priamo per la morte del figlio Ettore e al dolore di Achille per la morte dell’amato Patroclo : “E lontano,/ lo specchio del mondo, il mare,/ mormorava il suo canto”. E' davanti al mare che i due uomini si ritrovano e si comprendono nel profondo, dando vita ad alcuni dei versi più emozionanti dell’intera opera.

Nel terzo libro, La Danza delle Onde, la meravigliosa Elena “bella come una dea”  viene recuperata da Menelao e riportata a Sparta. L’intero poema si svolge durante il suo tragitto di ritorno, in barca, mentre Elena riflette e soffre, isolata anche se ammirata, per tutti i morti che la sua fuga d’amore ha causato. Il mare, anche questa volta, è protagonista: “E davanti al mare guardava/la sua vita che scorreva”.

Sono testi godibilissimi, immediati e solo apparentemente semplici, che schiudono il loro più profondo significato lentamente, invitando a diverse riletture. Non è necessario conoscere l’Iliade e l’Odissea alla perfezione per comprendere questa poesia “mitoesistenzialista” (una nuova corrente poetica lanciata proprio dalla Valacca), perchè parla al cuore di tutti noi, attraverso personaggi eterni e familiari che tutti abbiamo nel nostro 'Dna culturale' e che sono l’affascinante strumento scelto dall’autrice per narrare i momenti piu’ profondi della vita.

Nata ad Alessandria, Vivetta Valacca vive e scrive a Rapallo, sua città d’adozione, dove è docente di lettere al liceo classico Da Vigo e dove la si potrebbe definire 'autrice di residenza' all’Excelsior Palace Hotel. E' infatti nei meravigliosi saloni affacciati sul mare di questo storico albergo che la Valacca ha trovato l’ispirazione e l' 'humus' per scrivere la maggior parte dei suoi testi. Ed è lì che andiamo a scovarla per questa intervista in esclusiva, mentre scrive il più recente dei suoi poemi: i dialoghi d’amore con uno dei più apprezzati e prestigiosi autori e poeti tedeschi, Dieter Schlesak. La Valacca ha infatti conosciuto Schlesak al World Poetry Festival di Heidelberg nel 2006, dove ha presentato la poetica del mitoesistenzialismo. Li’ è scoccata la scintilla poetica tra i due, che ha visto nascere una profonda e spitiruale collaborazione, da cui sono scaturiti due splendidi dialoghi d’amore: 'Tempo tempesta e le ferite dell’amore' e 'La luce dell’anima'.

Dottoressa Valacca, perchè la scelta di Omero? Dal momento che la cultura occidentale parte da Omero, per me è immediato fare riferimento a lui. Con Omero si è già scritto tutto: tutti i sentimenti umani, tutti gli archetipi possibili e quindi, quando mi confronto con un problema esistenziale, automaticamente mi vengono in mente le sue opere, che io sento come le mie radici. Senza i suoi testi non sarei quello che sono.

E perche’ il mare? Partiamo dal fatto che per me la poesia è il massimo dell’espressione possibile, ancora prima della prosa. E' parola e ritmo, parola e musica. E il mare racchiude in se tutto questo; è lo spazio infinito, il ritmo sempre diverso ma costante, è l’eternità che non finisce mai. Il cuore che batte eternamente, elemento materno e al contempo paterno che ti accoglie sempre. Ed è sempre il mare che mi ha conquistato e mi ha fatto scegliere Rapallo e una vita più solare.

Il suo personaggio preferito delle opere di Omero? Quelli che ho scelto per la mia trilogia: Ulisse, Achille ed Elena. Non saprei metterli in una scaletta, li ho amati tutti egualmente, prima di Penelope e di Patroclo, di Priamo e di Ecuba.

Progetti futuri? In questo momento sto lavorando su un terzo dialogo con Schlesak, dal titolo Parafrasi D’Amore, dopo i due precedenti (Tempo tempesta e le ferite dell’amore, e La Luce dell’Anima, n.d.r). Anche con lui siamo partiti dal mito, rivedendo quello di Orfeo e Euridice nel primo dialogo e poi il mito di Amore e Psiche in La luce dell’anima. Attraverso le nostre liriche il mito viene rivissuto, non semplicemente riscritto o raccontato. Inoltre, con Schlesak, stiamo mettendo a punto un progetto molto caro ad entrambi: un'associazione culturale per la promozione della letteratura in Italia con due premi annuali, uno per la prosa e uno per la poesia.

di Deborah Bonetti

Il farmacista di Auschwitz

IL FARMACISTA DI AUSCHWITZ  

Il farmacista di Auschwitz

L’uomo senza radici

L’UOMO SENZA RADICI

L’uomo senza radici